Premessa: questa è una pagina impegnata, non è una cazzata. Voglio cioè dire che penso risulterà noiosa ai più.
Vorrei scrivere alcune riflessioni personali su quanto ho visto accadere oggi. Lo so, rischio di risultare pesante e sono pazzo a scrivere a quest’ora della notte, ma non riesco a non dire nulla di fronte a quanto ho visto oggi.
Il fatto penso sia noto a tutti. O meglio, è nota la notizia; come siano andate le cose credo non sia ancora stato divulgato. Mi riferisco alla morte del tifoso laziale in un autogrill ad Arezzo nella mattinata, pare per colpa di un proiettile sparato per sbaglio da un poliziotto. Cavolo… Non so da dove iniziare…
Inizierò da quello che ci è stato riferito dalla stampa. Dalle prime notizie sembrava che due pullman di tifosi si fossero incontrati in un autogrill in Toscana e poiché gli uni erano laziali e gli altri juventini, pare sia scoppiata una rissa. Accorre la polizia che per cercare di fermare la buia sparano dei colpi in aria, colpendo però purtroppo uno dei presenti a morte. Già qui sembrava subito esserci qualcosa che non tornava. Mi sembrava improbabile da subito che potesse essere verosimile come ricostruzione. Cazzo, non ci si può credere che un pulotto si mette a sparare a caso per fermare una rissa e secchi un tipo. Infatti questa versione a fine giornata è stata sostituita da una, a mio avviso ancora più assurda. Provo a riassumere l’ultima versione che ho sentito.
In un autogrill ad Arezzo si incontrano una macchina di tifosi laziali e una di juventini (due auto sono un po’ diverse da due corriere). Tra questi cominciano a volare insulti e qualche spinta. Poi una delle due macchine parte, cercando di riprendere l’autostrada. A questo punto entrano in scena le forze dell’ordine. Una pattuglia si trova nell’autogrill dall’altra parte dell’autostrada. Uno degli agenti, volendo fermare la fuga dell’auto spara verso l’auto dei tifosi e ne centra uno seduto sul sedile dietro, colpendolo al collo. Il tipo ci lascia le penne. La macchina poi prosegue fino al primo casello, dove i soccorsi non possono far altro che constatare il decesso. Spero di non essere l’unico a considerare quanto meno bizzarro un racconto del genere. Prima cosa che mi viene in mente: se il poliziotto si trova davvero dall’altra parte dell’autogrill vuol dire che è almeno a 50 metri di distanza, quindi non credo sia nemmeno in grado di giudicare quello che sta succedendo dall’altra parte. Poi mi rifiuto di credere che un agente di polizia si metta a sparare ad altezza uomo in mezzo a un’autostrada, da una parte all’altra, con macchine che passano in mezzo, spartitraffico e bersaglio distante da dio. Altro fatto curioso: il proiettile che ha colpito il tipo non è stato ancora trovato. Ora, se è vera quella versione dei fatti, se una pistola spara da almeno 50 metri, fora un finestrino e colpisce a morte una persona, dove cavolo può andare a finire il proiettile? Non è mica un missile cruiser. Dopo un percorso del genere stento a credere che riesca anche solo a uscire dal collo dell’uomo.
Bene, detto ciò che è stato riferito in merito ai fatti, vorrei sfogarmi un po’ raccontando la catena di disumane assurdità che si è verificata durante la giornata.
In tutta Italia i tifosi (che non so ancora perché continuo a chiamarli così) hanno approfittato della notizia per fare una casino devastante. Il denominatore comune era l’odio nei confronti delle forze dell’ordine. Cazzo, ma cosa vuol dire? Che motivazione di merda è per giustificare la violenza? Riguardo a ciò che è successo a Roma, si può addirittura parlare di guerriglia urbana. Commissariati presi d’assalto e incendiati, strade devastate… Oh, ma dove cazzo siamo? Per me è veramente improponibile che tutto ciò avvenga per un gioco. Si, fanculo, un fottuto gioco del cazzo!
E a condire tutto ciò, c’è la magnifica prospettiva che in Italia chi fa cose del genere rimane impunito. Eh si, perché se un voppo solo si azzarda a lanciare un lacrimogeno è un criminale e la sua vita è rovinata per sempre. Hai davanti una folla impazzita, con squilibrati che spaccano e incendiano e devi cercare di calmarli con le buone??? Secondo me, se una volta prendi un sacco di mazzate, la volta dopo ci pensi. E se non c’hai pensato, prendi delle altre mazzate. E basta con le scuse del tipo: “Ma non era lui quello che comandava” oppure “Si trovava lì per caso”. Stronzate, è ora di finirla. Per me, se sei lì, con un passamontagna e una spranga, delle legnate le meriti. Se non possono usarla i poliziotti la forza, chi la deve usare? Gli stronzi che fanno del casino già la usano senza problemi, sicuri che nessuno può fargli niente.
Solo un esempio: stadio di Bergamo. I tifosi obbligano a sospendere la partita perché se no “succede qualcosa di brutto”??? Qua stiamo perdendo il lume della ragione. E poi, come cazzo ha fatto a entrare un tombino preso appena fuori dallo stadio, usato per buttar giù la protezione??? E per finire il più bello: le forze dell’ordine presenti nello stadio invece che intervenire, se ne escono per non creare ulteriore confusione. Beh, veramente… Per me questa cosa si commenta da sé.
Siamo veramente messi male. Siamo davvero in mano ai violenti. Perché purtroppo, stando alla legislazione attuale e all’applicazione della stessa soprattutto, sono loro ad aver sempre ragione. Veramente triste.
Ora mi scaglierò un po’ contro alla stampa. Un gregge di ortolani (non vorrei mancare di rispetto agli ortolani, però), ignoranti e strafottenti. Spiegatemi perché appena succede il fatto devono dare la notizia, sottolineando che si trattava di tifosi, caricati dalla polizia, che ne ha ucciso uno. Hanno così trasformato un incidente di cronaca in un problema di calcio. Ma figa, il calcio qui non centra nulla. Hanno fornito l’occasione, la scusa, alle masse di “tifosi” rivoltosi di insorgere e scatenare la guerriglia. Sembra quasi che uno si mette a pubblicare una cazzata, senza pensare alle conseguenze che questa può scatenare. Per me è veramente da incoscienti.
Non parliamo poi del fatto mediatico… Indignato quando ho visto che a Contro Campo, invece che parlare di calcio, hanno passato un’ora buona a esprimere giudizi su fatti di cui non sapevano che frammenti scollegati, permettendosi di dire cosa poteva fare l’uno, come doveva intervenire l’altro. Ah, non c’è dubbio, un bellissimo teatrino, un’audience da miliardi.
Intanto il mondo ci ride dietro. Provate a leggere come raccontano le notizie sull’Italia ad esempio, sul sito della BBC, o del New York Times, se non ci credete.
Ormai non voglio aggiungere più nulla. Se lascio correre i pensieri non finisco più. Probabilmente sono un paranoico, ma non me la sento più di far finta di nulla.
Spero che qualcuno abbia avuto l’infinita pazienza di leggere questa mia interminabile e noiosissima pagina, e che continui il discorso con qualche commento. Questo mi farebbe davvero sperare che c’è ancora qualcuno interessato al nostro (e sottolineo nostro) futuro. Ho 21 anni, se mi guardo avanti… merda, non voglio pensarci.
Intanto però l’Italia muore. Lentamente, senza che nessuno se ne accorga.
Perché nessuno vuole accorgersene.
Perché nessuno vuole che ci se ne accorga.






